Turchia: 130 mila metallurgici in sciopero Dichiarazione del DIP

Giù le mani dallo sciopero dei metalmeccanici in Turchia!

Il divieto del governo significa che il dispotismo dell’AKP serve i padroni!

Solidarietà internazionale con i metalmeccanici di Turchia!

Il governo Erdoğan-AKP ha vietato lo sciopero dei metalmeccanici nella fase finale del processo di contrattazione collettiva di 130 mila lavoratori. Questo è illegale, illegittimo e inaccettabile.

130 mila metalmeccanici di Turchia hanno dichiarato uno sciopero che doveva iniziare il 2 febbraio 2018. Lo sciopero coinvolge tutti e tre i sindacati organizzati nell’industria metallurgica. I sindacati metallurgici affiliati a tre diverse confederazioni di orientamenti ideologici assolutamente diversi stanno scioperando simultaneamente. Questo fatto da solo è una prova sufficiente dell’urgenza della situazione per i lavoratori di questa industria, dal momento che uno dei sindacati, il più grande, è un sindacato contro il quale solo due anni fa decine di migliaia di lavoratori hanno protestato  per la sua docilità ed un altro è affiliato alla confederazione controllata in forma poco mascherata dall’AKP al potere!

Lo sciopero ha lo scopo di combattere l’opposizione padronale all’aumento dei salari minimi in una situazione in cui i metalmeccanici della Turchia già ricevono i salari più bassi rispetto a paesi comparabili, lavorando per più ore e con il più basso tasso di assenteismo. Come novità, i padroni desiderano anche estendere la durata del contratto collettivo di lavoro dal periodo di due anni che viene di norma  sempre accettato in tutti i settori in Turchia, fino a tre anni, in modo da poter  godere dei benefici di salari bassi per un periodo di tempo più lungo.

La forza di 130 mila lavoratori in sciopero sarebbe sufficientemente potente per combattere i padroni, se non fosse per la prospettiva dell’intervento del governo dell’AKP di Recep Tayyip Erdoğan dalla parte dei capitalisti, per lo più grandi joint venture tra aziende turche e aziende imperialiste straniere come Ford Otosan, Renault, Mercedes, Tofaş (filiale della Fiat italiana) e altre. Questo governo ha vietato tre scioperi metalmeccanici negli ultimi tre anni, così come i grandi scioperi nei settori del vetro, della petrolchimica e delle banche. Lo stesso presidente della repubblica Erdoğan ha apertamente vantato in passato, più di una volta, che il suo governo sta usando lo stato di emergenza, dichiarato in risposta al tentativo di colpo di stato fallito nel luglio 2016, per fermare gli scioperi!

Sosteniamo la giusta lotta dei metalmeccanici di Turchia contro l’imposizione di condizioni inaccettabili da parte dei capitalisti e dichiariamo la nostra piena solidarietà contro l’intervento del governo nel legittimo diritto di sciopero vietando questa azione molto importante con qualsiasi pretesto. Chiediamo alle forze della classe operaia di tutti i paesi di rivolgere la loro attenzione a questo sciopero: il regime di Erdoğan è stato giustamente criticato per le sue pratiche sempre più dispotiche. Vietare uno sciopero legittimo è un chiaro esempio di tali pratiche ed mostra il regime di Erdoğan per quello che è: un governo al servizio dei padroni contro la lotta della classe operaia.

Metalmeccanici di Turchia, siamo solidali con la vostra azione!turchia-130mila

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