La pseudosinistra al servizio dell’imperialismo

Redazione di Prospettiva Operaia

L’imperialismo USA dal 1991 – con la guerra di riconquista di tutto ciò che l’imperialismo aveva perso dopo la vittoria dei soviet su oltre 22 milioni di km² – porta la morte, il dolore e lo strazio con le armi, con gli assassinii politici e le stragi per seminare il terrore in tutto il pianeta ed in particolare in Medio Oriente. La prima guerra imperialista in Iraq provò all’imperialismo che la burocrazia usurpatrice del Cremlino- ormai all’acme della bramosia per il saccheggio del patrimonio sovietico-  non aveva nessuna intenzione d’impegnarsi in uno scontro frontale.

 Il completamento della restaurazione in Russia richiede la fine dei regimi alleati dei russi nell’area: Assad e Iran. L’imperialismo sa che l’imposizione di regimi allineati in Siria e in Iran non si può realizzare con movimenti di massa guidati dalle cosiddette “opposizioni democratiche”, perché gli sfuggirebbero dalle mani. In Egitto la controrivoluzione è stata guidata dai vertici dell’esercito e non dalle “opposizioni liberali”. Quest’ultima è servita solo a contrastare il movimento operaio egiziano per impedirgli di fare la sua propria rivoluzione.

Per l’umanità, per il suo futuro, è drammatica l’assenza di un movimento internazionale contro la guerra. Il possente movimento del 2003 contro la seconda aggressione imperialista all’Iraq progressivamente si dissolse. Quando la resistenza antimperialista in Iraq iniziò a far sentire i suoi colpi quel movimento, già indebolito dai pacifisti, non disse una parola. Fummo in pochi a difendere il diritto del popolo iracheno a cacciare con le armi in pugno gli invasori. Fatta eccezione del CRQI che fondava la sua strategia rivoluzionaria sui pronostici di Trotsky – il reinserimento dell’URSS nell’economia capitalistica sarebbe avvenuto nella condizione di semicolonia con l’instaurazione di regimi politici autoritari e fascisti – la sinistra cadeva in uno stato di prostrazione, il terreno ideale per la presa della sciagurata tesi dell’imperialismo russo e cinese. Questa tesi occulta una questione centrale della rivoluzione mondiale: la lotta del proletariato russo per rovesciare i regimi restaurazionisti e per difendersi dall’imperialismo USA ed europeo. Le armi della Nato sono contemporaneamente contro i soldati dell’esercito e della polizia restaurazionista e contro il proletariato russo.

 

Per confondere e disorientare è stata decisiva l’azione dell’ International Socialist Organization (ISO). Erede (nella sostanza) di coloro che abbandonarono Trotsky alla fine degli anni trenta perché rifiutavano la difesa dell’URSS in quanto definita “imperialista” e “collettivista burocratica”. In quel momento Trotsky, insieme ai suoi compagni del SWP, era impegnato a mettere a punto la politica militare proletaria per trasformare la seconda guerra mondiale imperialista in guerra civile. La fine di Shachtaman e di Burnham è la conclusione necessaria del tradimento. L’ISO durante nella guerra di Corea con la tesi dello scontro tra due imperialismo fece un utile servizio all’imperialismo USA. In un articolo, “U.S. missiles won’t stop Syria’s suffering”, sul periodico online socialistworker.org, l’ISO si fa portavoce della CIA sostenendo che le armi chimiche son state usate da le truppe del regime di Assad: “Il 7 aprile, un attacco chimico effettuato dalle forze governative siriane nella città di Douma nella Siria sudoccidentale ha ucciso almeno 43 persone e lasciato molte altre che faticano a respirare…. Il regime di Assad ha negato il lancio dell’attacco chimico e ha detto che le segnalazioni della carneficina sono state montature volte a ostacolare gli sforzi per riprendere Douma dalle forze anti-governative. Il governo russo ha anche affermato che i rapporti di un attacco di gas erano una “bufala” e avevano avvertito che i suoi militari schierati in Siria avrebbero abbattuto qualunque missile statunitense”. L’ISO attacca tutti coloro che non fanno l’atto di fede sui comunicati della Cia e del segretario alla difesa, generale J.Mattis.

L’ISO, come il New York Times e il Washington Post, reclama l’intervento militare per rovesciare il regime di Assad e provare Putin. Il giudizio sull’ultimo bombardamento di queste avanguardie della guerra imperialista è che Assad si può ricostruire altri depositi.

Nei giorni convulsi che precedono il lancio dei missili, secondo il The Guardian, Mattis disse a Trump che la guerra mondiale non sarebbe iniziata con l’orologio (“Trump  may bluster about Syria but James Mattis is calling the shots” The Guardian 15 aprile). Ciò ci riporta al problema che deve risolvere l’oligarchia finanziaria USA: sostituire Trump con un presidente che sia un autentico comandante in capo. Il repubblicano Max Booth sul Washington post ha espresso una posizione bipartisan: “Proprio come Bush non aveva un piano per l’Iraq nella primavera del 2003, così oggi Trump non ha un piano per la Siria… Se gli Stati Uniti avessero un governo parlamentare, il Congresso potrebbe approvare una mozione di “sfiducia”, consentendo così a Trump di dedicare il 100 percento della sua attenzione a combattere le accuse contro di lui senza le distrazioni di gestire il governo. Invece, dobbiamo sperare che le istituzioni del governo degli Stati Uniti siano abbastanza forti da funzionare più o meno con il pilota automatico” (Trump is drowing in scandal. He can’t focus Syria, Washington post 14 aprile).

L’oligarchia finanziaria USA affronta la guerra con un crescendo di lotte sociali negli USA , in particolare gli insegnanti, ciò vuol dire che attenuerà la sua linea di guerra? Perché un autentico governo di guerra per muoversi senza incertezze deve mettere a tacere qualsiasi opposizione sociale e politica. L’ISO, deformando la realtà impedisce che l’opposizione sociale dei salariati si saldi con la lotta contro la guerra. Il modo migliore per ostacolare la saldatura è far passare i preparativi dell’aggressione imperialista alla Russia come lotta per rovesciare il regime di Assad e instaurare uno stato di diritto in Siria.

Allo stato delle cose non c’è nessun movimento contro la guerra, ma anche se ci fosse e fosse potente non dimentichiamoci che alla vigilia della prima guerra mondiale imperialista i grandi e potenti partiti operai della II Internazionale avevano adottato le risoluzioni contro la guerra nei congressi di Stoccarda e di Basilea e i turpi capi dell’imperialismo la guerra la fecero lo stesso. Sapevano che l’adesione dei capi della Seconda Internazionale a quelle risoluzioni era solo formale e che alla prova del nove avrebbero tradito.

La strada è quella  “un fronte unito di combattimento contro le guerre imperialiste con le masse e le organizzazioni che oppongono resistenza, indipendentemente dal loro colore politico, in quanto conducono una lotta autentica contro l’imperialismo. Denunciamo anche la complicità delle burocrazie restaurazioniste e delle borghesie nazionali con quello stesso imperialismo, e il proposito di usarlo per attuare le loro politiche di privatizzazioni di massa e la repressione della classe operaia nei propri paesi” (Dichiarazione della Conferenza internazionale di Buenos Aires  2-3 aprile).

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