L’origine socialista dell’8 Marzo

Di Natalia González

La Giornata Internazionale delle Donne Lavoratrici trae le sue origini nel Movimento Internazionale delle Donne Socialiste, nato tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, che prese parte alla costruzione dei primi partiti socialisti, nelle fabbriche tessili e nei movimenti delle suffragette.

Le socialdemocratiche nordamericane e inglesi diedero un grandissimo contributo al Movimento delle Suffragette. Questa organizzazione di donne lottava, dalla metà del XIX secolo, per il voto delle donne. Il movimento delle suffragette è considerato da molti storici come la prima ondata della lotta per i diritti civili delle donne.

Negli Stati Uniti, il movimento emerse  nel processo di lotta contro la schiavitù e a favore dell’instaurazione della Repubblica. In Europa, nacque anche come espressione della borghesia femminile che reclamava il diritto di essere incorporata nel processo democratico.
In generale, le suffragette borghesi non richiedevano altro che diritti uguali in relazione al voto, poiché erano convinte che se avessero votato avrebbero potuto cambiare leggi e persino le istituzioni. Le rivoluzionarie, al contrario, sostenevano che solo cambiando l’ordine sociale e abolendo il capitalismo come relazione sociale, le donne lavoratrici sarebbero state libere dall’oppressione del regime capitalista. Il problema delle donne è stato concepito per molti come un problema di classe: per i lavoratori si trattava di ampliare i diritti civili della classe operaia e della borghesia e, dalla borghesia, ciò non sarebbe stato facilmente accettato, come sostenne Alexandra Kollontai nel 1920: “La questione dell’uguaglianza delle donne, e la questione sulla possibilità per le le donne di far parte del governo insieme agli uomini, è stata oggetto di accesi dibattiti. La classe operaia, in tutti i paesi capitalisti, ha lottato per i diritti delle lavoratrici: la borghesia non ha voluto accettarli. Non era nell’interesse della borghesia rafforzare la rappresentatività della classe operaia in parlamento. In tutti i paesi è stata impedita l’approvazione di leggi che garantivano diritti alle operaie.” (Giornata Internazionale delle Donne, 1920).

La prima Conferenza Internazionale delle donne

Nel 1907 ci fu la Prima Conferenza Internazionale delle Donne Socialiste, a Stuttgart, in Germania, con la presenza di eccezionali socialiste come Clara Zetnik, Rosa Luxemburg e Alexandra Kollontai. Alla conferenza venne prese la più importante decisione: “Tutti i partiti socialisti del mondo dovranno lottare per il suffragio femminile” e venne elaborata una strategia politica per far avvicinare le lavoratrici al Partito Socialista, in una fase di enorme agitazione dovuta alla riduzione della giornata lavorativa e del diritto alla sindacalizzazione.

 “Nel 1908, la Federazione delle Associazioni di Donne di Chicago presero l’iniziativa, autonoma e non connessa ufficialmente al Partito Socialista, di organizzare un “Woman’s Day”, in un teatro della città. Il giorno fu domenica 3 Maggio 1908. I punti all’ ordine del giorno del dibattito erano due: 1. L’educazione della classe lavoratrice; 2. Le donne e il Partito Socialista,” (Gianotti, 2004).

La data della prima Giornata della Donna scelta dal Partito Socialista degli Stati Uniti fu il 28 febbraio dell’anno seguente, a New York. Il 28 Febbraio del 1909 fu per i socialisti la prima Giornata delle Donne, durante la quale vennero organizzate importanti manifestazioni per rivendicare i bisogni delle donne lavoratrici. L’idea di organizzare una giornata per le manifestazioni e i dibattiti sulle richieste delle lavoratrici, fu delle operaie nordamericane.In altre città, come ad esempio Chicago, venne scelta un’altra data. L’obiettivo del “Woman’s day” indetto dal  Comitato nazionale delle donne del Partito socialista americano “era ottenere il diritto al voto e abolire la schiavitù sessuale.” (Gianotti, idem).

La seconda Conferenza Internazionale delle Donne

La proposta di fissare una giornata di lotta per i diritti delle Donne Lavoratrici di tutti i partiti socialdemocratici, partì senza dubbio dalle operaie del Partito Socialista degli Stati Uniti (SWP), le cui delegate portarono l’iniziativa alla Seconda Conferenza Internazionale delle Donne Socialiste, che si celebrò il 25 e il 26 Agosto del 1910 a Copenaghen, Danimarca. Clara Zetkin, alla fine propose di sviluppare in tutto il mondo l’iniziativa delle lavoratrici americane.

Il partito Socialista Americano partecipò all’organizzazione del Woman’s Day, nella cui  pianificazione spiccavano le operaie tessili che, all’inizio di quell’anno, erano in sciopero a causa della riduzione dell’orario di lavoro e a favore del miglioramento delle condizioni di lavoro, che passò alla storia come “L’insurrezione delle 20.000”.

“I lavoratori rimasero  scioccati dallo sciopero di due mesi delle sarte della compagnia tessile Triangle di New York, perché, nonostante la repressione armata -600 arresti-migliaia di operaie di fabbriche diverse e perfino una parte delle suffragette, rafforzarono i picchetti. Mobilitazioni di più di 10.000 donne scossero New York.” (Olga Cristóbal,2010).

Lo sciopero durò fino al 15 Febbraio 1910 con una vittoria parziale, e molte sarte si unirono all’organizzazione della Giornata della donna insieme al Partito socialista americano.

La discussione della Seconda Conferenza si concentrò sulla guerra e chiamò le operaie a lottare contro il militarismo e lo sciovinismo. Venne, inoltre, scritto un programma integrale in difesa delle lavoratrici incinte e madri, “con figli legittimi o naturali”. Si evidenziò che “la maternità deve essere riconosciuta come una funzione sociale, indipendente dallo stato civile e dalle forme che assume la famiglia”. Venne richiesta la revisione delle leggi sull’ infanticidio, “commesso principalmente dalle madri che vengono abbandonate al loro destino.” Venne dichiarata guerra contro l’autorità religiosa e contro “le mafie che trafficano carne umana”, ossia le reti di sfruttamento sessuale.

La lotta per l’uguaglianza politica – il diritto al voto-, considerata parte della lotta globale della classe operaia, era il punto di demarcazione dal movimento borghese delle suffragette.

Zetkin mise in discussione la cooperazione tra il socialismo inglese e le suffragette borghesi – coloro che difendevano il voto qualificato-; la Conferenza votò: “Il movimento delle donne socialiste respinge il voto qualificato e lo considera una falsificazione e un’offesa a qualsiasi principio di uguaglianza politica.

Lottiamo per l’unica espressione ammissibile di questo principio: il suffragio universale per tutti i maggiorenni senza  titoli di proprietà, tasse, istruzione o qualsiasi altra questione che impedisca ai membri della classe lavoratrice di esercitare i propri diritti civili. Il movimento socialista delle donne non affronta la sua lotta insieme ai movimenti borghesi delle donne, ma in stretta collaborazione con i partiti socialisti, che difendono i diritti elettorali senza distinzione di sesso”. (Kollontai, Cristóbal: 2010).

Le sufragette da parte loro, all’inizio della Prima Guerra Mondiale ebbero una tregua con gli Stati in guerra, schierandosi a favore delle borghesie nazionali, arrendendosi allo sciovinismo che criticò la Seconda Conferenza delle Donne Socialiste a Copenaghen. Olga Cristóbal sostiene che le suffragette borghesi credevano che, in quel momento, mostrandosi “utili” allo stato, avrebbero potuto ottenere il diritto al voto. Decisero di opporsi alle donne che appoggiavano gli stati in guerra.

Le prime celebrazioni Internazionali

La prima Giornata Internazionale delle Donne Lavoratrici si celebrò il 19 Marzo 1911, ed ebbe seguito in Austria, Germania, Danimarca e gran parte dell’Europa. In Italia e in altri paesi europei vennero scelti altri giorni poiché la Conferenza non scelse un giorno e, ogni paese o meglio, ogni sezione della socialdemocrazia scelse un giorno in particolare. Negli Stati Uniti, la tradizione di celebrare la Giornata della Donna l’ultima domenica di Febbraio, venne ripetuta per diversi anni.

Secondo Kollontai, la scelta del 19 Marzo non fu casuale: “Le nostre compagne tedesche hanno scelto questa data per l’importanza storica per il proletariato tedesco. Il 19 Marzo, nell’anno della Rivoluzione del 1948, il re della Prussia riconobbe per la prima volta la forza del popolo armato e cedette alla minaccia di un’insurrezione proletaria. Tra le molte promesse che ha fatto, che in seguito non ha mantenuto c’era  l’introduzione del voto delle donne.” (Sulla Giornata Internazionale della Donna). In Europa e negli Stati Uniti, il successo della giornata ha soddisfatto tutte le aspettative. In Germania più di 30 mila donne manifestarono, la polizia cercò di disperdere le manifestazioni rimuovendo i cartelli delle manifestanti,che secondo Kollontai, continuarono a manifestare. Lo scontro e la  repressione sono stati evitati grazie all’intervento dei delegati dei lavoratori presenti alle manifestazioni.Nelle città più piccole si tennero raduni e dibattiti, “dopo ogni giornata della donna proletaria, molte donne si iscrivevano ai partiti socialisti e crescevano i sindacati. Le organizzazioni miglioravano e la coscienza politica si sviluppò sempre più.” (Kollontai, 1920).
Inoltre, l’organizzazione della Giornata internazionale della donna lavoratrice rafforzò l’unità internazionale della classe operaia.  Negli Stati Uniti, nel frattempo, il 25 marzo 1911, un incendio distrusse gran parte della fabbrica tessile Triangle. Non c’erano uscite di emergenza. I vigili del fuoco hanno trovato diverse porte con lucchetti e sbarre. Morirono 146 lavoratrici, la maggior parte immigrate di origine ebraica e italiana.

Centinaia di migliaia di persone accompagnarono l’imponente funerale. Il giornale America scrisse: “Quando la manifestazione arrivò a Washington Square, alla vista dell’edificio Asch (sede della fabbrica), le donne scoppiarono a piangere. Un lungo e doloroso pianto, un’unione di migliaia di voci, una specie di tuono umano in una tempesta primordiale, un lamento che era un’impressionante espressione di dolore umano che non si era mai sentita in città.” I proprietari del Triangolo vennero  assolti dalla Giustizia. (Cristóbal: 2010)

8 Marzo 1917, comincia la Rivoluzione Russa

Tra le socialiste russe, Alexandra Kollontai fu una delle pioniere nell’organizzazione delle donne, e già nel 1906 fondò l’Associazione delle Donne a San Pietroburgo, svolse un ruolo importante nella pianificazione della prima Giornata della Donna in Russia, che sotto l’oppressione dello zarismo fu commemorata il 3 Marzo 1913.

Nello stesso anno (1913), la rivista periodica del partito, “Pradva”, dedicò una pagina alla lotta delle donne lavoratrici e nel 1914 nacque un periodico indirizzato alle lavoratrici, “Rabotnista” (Operaia)

A Pietrogrado, le militanti del partito organizzarono un forum su “La questione femminile”, alla Borsa dei Valori di Kalashaikovsky. L’ingresso era di 5 copechi.

Nonostante si trattasse di un forum illegale, la sala era completamente piena. I membri del partito parlarono. Appena finito il meeting, la polizia irruppe e arrestò molti oratori, che furono portati nelle carceri zariste e alcuni perfino deportati in Siberia. (Kollontai, 1920).

Nel 1914, con lo slogan: “Per il voto alle donne lavoratrici”, il Partito arrivò ad un miglior livello di organizzazione per celebrare la Giornata della Donna, e anche il periodico “Rabotnista” stava per essere pubblicato, ma tutti gli organizzatori della Giornata vennero arrestati e non ci fu alcuna manifestazione.

Nel bel mezzo della Grande Guerra, nel 1917, le socialiste russe celebrarono il Giorno della Donna il 23 Febbraio, secondo il calendario Giuliano. Per il calendario occidentale, la data corrisponde all’8 Marzo. In quel giorno esplose lo sciopero delle tessitrici e delle sarte di Pietrogrado.

“A nessuno passò per la mente che quello potesse diventare il primo giorno della rivoluzione. Nessuna organizzazione reclamò lo sciopero per quel giorno. L’organizzazione bolscevica più combattiva di tutte, il comitato del quartiere operaio di Viborg, consigliò di non scioperare.” (Lev Trotsky, in “La storia della Rivoluzione Russa”). Tuttavia, “il giorno seguente, ignorando le loro istruzioni, gli operai di alcune fabbriche tessili scioperarono e inviarono dei delegati ai metallurgisti per convincerli a sostenere il movimento”. Lo sciopero generale delle donne contro la guerra e la carestia sancì l’inizio della Rivoluzione di Febbraio e della fine dello Zarismo. (Lev Trotsky, in “La storia della Rivoluzione Russa”)

Nel 1921, a Mosca, la data scelta per la Prima Conferenza delle Donne Comuniste fu l’8 Marzo, come data unificata in onore delle operaie di Pietrogrado. L’8 Marzo è diventato un giorno di lotta per la classe operaia, un giorno di celebrazione della rivoluzione proletaria che ha avanzato le rivendicazioni del movimento delle donne socialiste.

La “storia” della Fabbrica Cotton

Alla fine degli anni ’20 e soprattutto durante gli anni ’30, la Giornata Internazionale delle Donne Lavoratrici, si perse nella tempesta che si abbatté sull’intero mondo. L’ascesa del nazismo in Germania, il trionfo dello Stalinismo in URSS, la persecuzione dell’opposizione di sinistra, il declino della socialdemocrazia in Europa insieme alla tragedia della Seconda Guerra Mondiale, interruppero le manifestazioni della Giornata della Donna Lavoratrice.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’idea dell’organizzazione dell’8 Marzo ritornò nei paesi comunisti con l’intenzione di rafforzare il regime e lodare i leader comunisti.

La prima menzione che riguarda l’origine dell’8 marzo è collegata a uno sciopero che ci fu in una fabbrica chiamata Cotton a New York, nel 1857, -senza nessuno dei dettagli che verranno poi aggiunti in seguito-, apparve per la prima volta sul periodico “L’Umanità del Partito Comunista Francese”, alla vigilia dell’8 Marzo 1955.

Nel 1966, la Federazione delle Donne Comuniste Tedesche raccontò la storia dell’origine della Giornata della Donna per commemorare la tragedia della fabbrica Cotton, arricchita con l’aneddoto del martirio di 129 donne bruciate vive dai padroni l’8 Marzo 1857. Tutto ciò fu raccontato in modo confusionario, mescolando la realtà con la fantasia, “con ogni narratore che scrive e inventa date e dettagli” (Gianotti, idem). La “storia di copertura” sull’origine dell’8 Marzo si diffuse.

Alla fine degli anni ’60, durante quella che diversi storici considerano la seconda Ondata Femminista, l’organizzazione della Giornata della Donna subisce ancora una volta un arresto. E’ il periodo della seconda rivolta rivoluzionaria del proletariato francese nel XX secolo -il Maggio francese-, è il periodo delle rivolte contro la burocrazia comunista -La Primavera di Praga-. Ma in questo lasso di tempo, la cornice dell’8 marzo, data della lotta delle operaie di Pietrogrado nel 1917, venne messa da parte. Sia lo stalinismo, che la socialdemocrazia riformista e l’imperialismo, non avevano alcuni interesse nello sviluppare l’idea di connettere i movimenti delle donne alla Rivoluzione Russa.

A metà degli anni ’70, l’imperialismo intensificò la sua cooptazione sul movimento femminista. L’ONI proclamò nel 1975 “il decennio delle Donne”, e dal 1977 l’UNESCO scelse l’8 Marzo come data della Giornata Internazionale della Donna, e da lì tutti i paesi membri “celebrano” la giornata di “tutte le donne”.

Da quel momento in poi, l’ONU e tutti i suoi organismi perpetuarono negli anni la falsificazione dell’origine dell’8 Marzo.

La conseguenza politica logica dell’occultamento dell’origine socialista della Giornata della Donna si traduce in un’organizzazione pluriclassista delle associzioni delle donne e delle femministe che genera aspettative nella democrazia e nel regime capitalista durante tutto questo periodo,  fino alla trasformazione di diverse organizzazioni femministe in ONG e organizzazioni statali
con molti dei suoi settori cooptati non solo dalle agenzie delle Nazioni Unite, ma anche dagli stati nazionali.

Dal 1980 era ampiamente riconosciuta come vera la storia delle operaie della Cotton e del loro sciopero. Apparve in quel periodo un panno di tessuto color lilla, che le donne stavano ritagliando prima dell’inizio dello sciopero. Tuttavia di quella manifestazione e di quell’incendio non si ha nessun reperto storico.

Il color lilla venne comunque utilizzato da tutte le femministe negli anni ’60. Gianotti (2004), ritiene che la scelta del lilla o ancor prima del verde come colori simbolo della lotta delle donne, miravano ad eliminare il rosso dei rivoluzionari dalle manifestazioni e dalle riunioni.

Un giorno di lotta contro il capitale

La Giornata delle Donne nacque come un giorno di lotta contro il capitale, di organizzazione delle rivendicazioni delle lavoratrici, che erano rivendicazioni di tutta la classe operaia. Gli sforzi dello stalinismo durante la guerra fredda finirono per etichettare l’8 Marzo come una commemorazione di uno sciopero che non ci fu mai, e ciò doveva indubbiamente nascondere la sua origine rivoluzionaria contro le insurrezioni contro la burocrazia negli stati operai. Gli sforzi combinati dell’imperialismo e della borghesia per trasformarlo nel “giorno di tutte le donne” sono stati sforzi per tramutarlo in un giorno di accordo tra le classi in nome del genere, una falsità storica che indebolisce la lotta di tutte e tutti gli sfruttati.

Cronologia

1900-1907 — Movimento delle Suffragette per il voto delle donne negli USA e Inghilterra.

1907 — A Stuttgart, si realizzò la 1 ª Conferenza dell’ Internazionale Socialista con la presenza di Clara Zetkin, Rosa Luxemburg e Alexandra Kollontai. Una delle principali decisioni: “Tutti i partiti socialisti del mondo dovranno lottare per il suffragio femminile.”

1908 — A Chicago (USA), il 3 Maggio, si celebrò, per  la prima volta, il Woman´s Day. Venne convocata dalla Federazione Autonoma delle Donne.

1909 — Nuovamente a Chicago, però con  una nuova data, l’ultima domenica di febbraio, si realizzò il Woman’s Day. Il Partito Socialista Americano prende parte.

1910 — La terza edizione del Woman’s Day si ebbe sia a Chicago che a New York, convocato dal Partito Socialista, l’ultima domenica di febbraio.

— A New York, ci fu una grande partecipazione delle operaie allo sciopero che paralizzò le fabbriche della città. Di circa 30mila scioperati, l’ 80% erano donne. Questo sciopero duró tre mesi e finì il 15/02, alla vigilia del Woman’s Day.

— A Maggio, il Congresso del Partito Socialista Americano deliberò che le delegate al Congresso dell’ Internazionale, che si tenne a Copenaghen, in Danimarca, ad Agosto, avrebbero dovuto convincere l’ Internazionale a costituire la Giornata Internazionale della Donna

“E ciò deve essere celebrato in tutto il mondo, l’ultima domenica di febbraio, come esempio di ciò che stava già accadendo negli Stati Uniti”.

— Ad agosto, la 2 ª Conferenza Internazionale della Donna Socialista, realizzata due giorni prima del Congresso, deliberò che: “Le donne socialiste di tutte le nazionalità sceglieranno (…) un giorno specifico, il cui principale obiettivo sarà la promozione del diritto al voto per le donne”. Nessuna data specifica venne definita.

1911 — Durante una nuova protesta delle tessitrici e dei tessitori, a New York, morirono 134 scioperanti, a causa di un incendio dovuto alle pessime condizioni di sicurezza.

— In Germania, Clara Zetkin guiderà la commemorazione della Giornata della Donna, il 19 Marzo. (Alexandra Kollontai sostiene che venne ricordata una rivolta, in Prussia, nel 1848, quando il re promise alle donne il diritto al voto).

— Negli USA, la Giornata della Donna venne celebrata il 26/02 e in Svezia, il 1º Maggio.

1912 — In America, la Giornata della Donna venne celebrata il 25/02.

1912 e 1913 — In Germania, la Giornata della Donna venne celebrata il 19/3.

1913 — En Russia venne celebrata, per la prima volta, la Giornata della Donna, il 3/3.

1914 — Per la prima volta, la Segreteria Internazionale della Donna Socialista, diretta da Clara Zetkin, scelse una data unica per la celebrazione della Giornata della Donna: l’ 8 Marzo. Non ci sono spiegazioni sulla scelta della data.

— La disposizione venne seguita dalla Germania, dalla Svezia e dalla Danimarca.

— Negli USA, la Giornata della Donna fu celebrata il 19/03.

1917 — L’8 Marzo 1917 (27 febbraio nel calendario russo) scoppiò la rivolta delle sarte di San Pietroburgo. Questa rivolta generò una grande manifestazione e diede inizio alla Rivoluzione Russa

1918 — Alexandra Kollontai guidò, l’ 8/3, la celebrazione della Giornata della Donna, a Mosca, e venne scelta la data dell’ 8/3, in ricordo della rivolta dell’ anno prima, a San Pietroburgo.

1921 — La Conferenza delle Donne Comuniste approvò, durante la 3ª Internazionale, la celebrazione della Giornata Internazionale Comunista delle Donne y decretò che, a dal 1922, verrà celebrata ufficialmente l’ 8 Marzo.

1955 — Il 5/3 , L´Humanité, periodico del PCF, parlò per la prima volta della protesta del 1857, a New York. Non parlò della morte delle 129 donne bruciate vive.

1966 — La Federazione delle Donne Comuniste della Germania Orientale
organizzò la Giornata internazionale della donna e, per la prima volta, raccontò la storia delle 129 donne bruciate vive.

1969 — Negli Stati Uniti, il movimento femminista si rafforzò. A Berkley, venne organizzata la celebrazione della Giornata Internazionale della Donna.

1970 — Il periodico femminista “Giornale della Liberazione”, a Baltimora, negli USA consolidò la versione del mito del 1857.

1975 — L’ ONU decretò, 75-85, la Decade della Donna.

1977 — L’Unesco sancì l’ 8/3 come Giornata della Donna e perpetuò la versione delle 129 donne bruciate vive.

1978 — Il sindaco di New York decretò come giorno della festa, al municipio, l’ 8 Marzo, come omaggio alle 129 donne bruciate vive

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