Rompiamo il muro della paura nessuna resa ad azienda e sindacati padronali

Nelle ultime settimane gli operai dello stabilimento FCA di Pomigliano d’Arco hanno dimostrato ancora una volta di saper reagire agli attacchi padronali, proprio in quella fabbrica in cui più si pensava, illusoriamente, di aver addomesticato i lavoratori e le lavoratrici con l’imposizione di un nuovo contratto e una nuova organizzazione della produzione (sistema “WCM”). Al coraggioso atto di incrociare le braccia nel reparto stampaggio, in risposta all’aumento dei turni settimanali da 15 a 18, con la trasformazione quindi del sabato in “giornata di lavoro ordinaria” (cioè retribuita come tale), va dato da subito seguito, con il supporto dell’intera classe lavoratrice dello stabilimento e delle realtà solidali.

Ciò è necessario soprattutto in ragione del fatto che l’azienda ha subito sguinzagliato contro questa lotta tanto la vigilanza aziendale interna quanto quei sindacati compiacenti (CISL, UIL, UGL, FISMIC) che, invece di tutelare gli interessi dei lavoratori, si sono precipitati a fare le dovute pressioni sugli stessi per far rientrare tutto nei ranghi, addirittura dando vita a “volantinaggi anti-sciopero” fuori i cancelli della fabbrica.

Dal canto suo la FIOM, che pure aveva lanciato e sostenuto lo sciopero degli operai dello stampaggio, sembra alla fine capitolare di fronte all’insieme di tali pressioni, organizzando delle assemblee in cui non si è più parlato di “sciopero” e, anziché promuovere la continuazione e l’allargamento di quest’ultimo a tutti i reparti, aprendo ad una trattativa aziendale che non può che rappresentare una resa.

La mobilitazione di queste ultime settimane ha dimostrato invece che la classe operaia è pronta e decisa a lottare contro questo barbaro sistema di sfruttamento. Risulta evidente, anche in questo caso, la necessità per i lavoratori di superare l’ostacolo delle burocrazie sindacali, a partire da quelle “vendute” dei sindacati firmatari del contratto-vergogna.

L’unica risposta a questo schiavismo, fatto di sabati lavorativi, ritmi di lavoro massacranti e repressione dei diritti, è la ripresa dello sciopero!

Per una lotta dei lavoratori e delle lavoratrici FCA-FIAT che sia l’inizio di una mobilitazione generale della classe operaia contro il padronato e il capitale!

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