Gli insegnanti greci in lotta contro l’attacco del governo

di Prensa Obrera

Nelle ultime settimane in Grecia gli insegnanti hanno ingaggiato una lotta, con tanto di scioperi e manifestazioni, contro una proposta di legge del governo volta a riformare le modalità di assunzione del personale docente e i relativi requisiti minimi necessari. Il disegno doveva essere discusso il 14 gennaio, ma il voto è stato posticipato a causa della più generale crisi politica che attraversa il governo.

Dopo nove anni senza alcuna assunzione a tempo indeterminato, durante i quali i posti vacanti della scuola sono stati coperti da insegnanti “supplenti” (per lo più donne) con contratti precari a breve termine, il governo di Syriza cerca ora di imporre una “Carta delle competenze” che provocherebbe il licenziamento proprio di quest’ultimi. Come gli docenti precari riportano in un testo di qualche giorno fa, “coloro che non saranno licenziati, saranno costretti a lavorare a centinaia di chilometri dalle loro case e famiglie, perché hanno bisogno dei ‘punti’ per lavorare dove hanno insegnato per molti anni“. Sono  30.000 i lavoratori colpiti, che in molti casi hanno già peregrinato per anni nelle scuole del paese.

Per ottenere il ritiro del progetto e per rivendicare l’assunzione di ruolo degli insegnanti precari, l’11 e il 14 gennaio gli insegnanti hanno organizzato in tutto il territorio nazionale delle manifestazioni, duramente represse dalla polizia, e conclusesi con molti feriti gravi. Nel testo citato si afferma che “questo disegno di legge ha scatenato l’ira degli insegnanti. Tale rabbia è stata esacerbata da anni di politiche di austerità che hanno quasi smantellato l’istruzione pubblica in Grecia […] Migliaia di insegnanti in tutta la Grecia hanno chiuso le loro scuole e manifestato contro il la proposta di legge […] i leader dei sindacati nazionali degli insegnanti sono stati costretti a convocare uno sciopero sotto la pressione della base“.

Ancora, il 17 gennaio ha avuto luogo nella capitale greca un’importante mobilitazione con base al Parlamento, in piazza Syntagma. A loro volta, insegnanti precari hanno mantenuto insieme alle unioni locali di insegnanti e studenti l’occupazione del decano dell’Università di Atene.

È stata lanciata una campagna internazionale di denuncia. In Argentina c’è una petizione che sostiene questa lotta e denuncia la repressione di Stato. “Anche in Argentina soffriamo per le politiche di lavoro precario e smantellamento del sistema educativo attuate dal governo, con i compagni greci ci affraterna una stessa lotta e chiamiamo a sostenerla per portarla alla vittoria“, recita il testo che è stato già firmato dai segretari generali Romina del Pla (del Suteba la Matanza, deputato nazionale del PO-FIT), Daniel Rapanelli (Suteba Ensenada), Ileana Celotto (AGD-UBA), Diego Toscano (Adiunt), dal presidente della FUBA Fernando Ramal e da numerosi deputati e dirigenti provinciali del Partido Obrero.

I precari greci della scuola in lotta hanno inviato una lettera di solidarietà allo sciopero degli insegnanti di massa a Los Angeles, sottolineando “l’impressionante movimento di massa degli educatori negli Stati Uniti” e affermando che “solo un movimento militante e persistente” potrà garantire una vittoria in queste lotte.

Dopo nove anni senza alcuna assunzione a tempo indeterminato, durante i quali i posti vacanti della scuola sono stati coperti da insegnanti “supplenti” (per lo più donne) con contratti precari a breve termine, il governo di Syriza cerca ora di imporre una “Carta delle competenze” che provocherebbe il licenziamento proprio di quest’ultimi.

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