La terra della Rivoluzione d’Ottobre: un paese di donne in cammino verso l’emancipazione. Sesta parte: l’esperienza dello Zhenotdel

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Sesta parte dell’articolo della compagna Armağan Tulunay pubblicato su World Revolution no.1

In effetti, le radici di Zhenotdel affondano in un opuscolo scritto da Krupskaya nel 1900 e intitolato Woman as a Worker. A partire da quella data, con gli sforzi coscienti di Krupskaya, Armand e Kollontaj, continuarono le attività tra le operaie. Furono creati diversi gruppi locali di lavoratrici. Il giornale Rabotnitsa era usato come polo di attrazione e come strumento organizzativo. In seguito alla Rivoluzione d’Ottobre, uno degli obiettivi che la nuova società si era dato era stato quello di portare questa lotta organizzata al passo successivo, cioè di portare i lavoratori al potere e di adottare misure che si traducevano nell’emancipazione delle donne.

Nel 1918 fu accettata la proposta di Kollontaj di organizzare il Primo Congresso panrusso delle lavoratrici e delle contadine. Militanti come Armand, Kollontaj, Sverdlov e altre si occuparono di organizzare questo congresso. L’aspettativa di partecipazione si aggirava intorno alle 300 delegate, ma si presentarono più di 1.000 persone. Una folla varia di donne dipinte di rosso – per lo più lavoratrici – che indossavano pelli di pecora, abiti locali colorati o cappotti dell’esercito. Dopo Kollontaj e Armand, fu Lenin a salire sul palco tra gli applausi della folla e dopo il suo discorso le donne hanno cantato la marcia internazionale con grande entusiasmo. Al congresso seguirono delle commissioni che divennero poi gli organi locali dello Zhenotdel. Infine, nel corso dell’8° Congresso del Partito tenutosi nel 1919, lo Zhenotdel, che significa letteralmente il “Dipartimento Donne”, fu proclamata come organizzazione femminile affiliata al Comitato Centrale e Inessa Armand divenne la prima presidentessa dello Zhenotdel.

Furono creati infatti dipartimenti specifici all’interno del partito (per gli affari nazionali, per le donne, per i giovani, etc.). Questi dipartimenti erano dei comitati di partito ed erano direttamente collegati ai comitati direigenti. Lo schema organizzativo di questi dipartimenti fu determinato da specifiche linee guida approvate dal Comitato Centrale.

Ventidue donne militanti a tempo pieno erano di stanza nella sede di Mosca. Lo Zhenotdel collaborò con diverse organizzazioni sulle questioni riguardanti le donne. Unità madre e figli, il Commissariato per la salute, le Commissioni contro la prostituzione, il Komsomol (Unione della gioventù comunista) e le sottosezioni del Soviet sono solo alcune delle organizzazioni con cui lo Zhenotdel ha collaborato. Il giornale Rabotnitsa fungeva da organo centrale della comunicazione e la rivista Kommunistka (donna comunista) fu pubblicata per intervenire nelle questioni teoriche e fu edita sotto la guida di Krupskaya. Furono poi pubblicati opuscoli su vari argomenti, dei bollettini interni, e altre riviste preparate da organizzazioni locali. Solo per fare un esempio nel 1930 vi era Il Contadino, Il Delegato, La Donna siberiana rossa e altre 18 riviste più stampate 670 mila volte. Queste riviste avevano scopi di propaganda e erano utilizzate come strumento di organizzazione tra i lavoratori e gli abitanti dei villaggi.

Le aspettative del partito rispetto allo Zhenotdel erano di due tipi. In primo luogo, si prevedeva l’acquisizione di più donne nelle fila della rivoluzione e le esigenze dello stato lavorativo potevano essere soddisfatte, e in secondo luogo si voleva arginare i fattori che si reputavano come ostacoli all’emancipazione delle donne nella società appena costituita.

In linea con questa prospettiva, lo Zhenotdel ha lavorato per l’Armata Rossa e la mobilitazione delle donne per difendere la rivoluzione durante la guerra civile. I gruppi di agitazione e propaganda dello Zhenotdel hanno girato quasi tutta la Russia, spostandosi con dei treni e navigando con delle barche lungo il fiume Volga, dove vivevano nelle tende. Hanno incoraggiato le donne a partecipare ai subbotniks. Dopo la morte di Armand nel 1920, Kollontaj assunse la presidenza di Zhenotdel e la lotta dello Zhenotdel in quel periodo si estese specialmente all’area geografica in cui vivevano le donne musulmane. Come menzionato sopra, cercheremo di spiegare il lavoro svolto in queste regioni come una sezione separata di seguito. Va sottolineato che le militanti di Zhenotdel mettevano le loro vite a rischio combattendo per la salvezza di queste donne che soffrivano molto delle usanze crudeli e orribili nei territori sovietici più interni. Le militanti dello Zhenotdel hanno continuato la loro attività anche se venivano picchiate o massacrate nei villaggi che visitavano.

Fin dall’inizio, lo Zhenotdel è stato motivo di dibattito e vi erano due posizioni all’interno del partito. Da un lato c’era una tendenza che riteneva che lo Zhenotdel non fosse necessario in condizioni transitorie e credeva che dovesse essere abolito. Dall’altra parte c’era la tendenza a trasformare lo Zhenotdel in una struttura indipendente del Partito e entrambi questi argomenti avevano contro-argomenti che davano origine ad una lotta intestina al Partito.

Prima del 16° Congresso del partito, nel 1930 dopo il dominio della burocrazia nell’Unione Sovietica, lo Zhenotdel e le sue organizzazioni affiliate furono chiuse e per “riorganizzare il funzionamento del partito“. Il rapporto organizzativo presentato dal Comitato Centrale al congresso del partito ha sostenuto che questa decisione non rappresentava alcun indebolimento delle donne:

Devo sottolineare qui che la riorganizzazione del funzionamento del Partito ha portato a una tendenza all’eliminazione dei rami delle donne e al smantellamento del lavoro delle donne. Dal mio punto di vista, questa riorganizzazione del partito non implica affatto che il lavoro delle donne vada indebolito. Al contrario, il lavoro tra le donne deve essere accelerato. Se oggi il lavoro tra donne è un compito “speciale” che viene “delegato” ai rami delle donne, dopo la riorganizzazione del Partito, l’intera organizzazione del Partito è obbligata ad occuparsi delle donne, a lavorare tra le donne per essere in grado di acquisirle al partito.” Kaganoviç, The Organizational Report of the Central Committee to the 16th Congress of the Party, Özgür, ibid., p. 21).

Il risultato, tuttavia, è che il lavoro tra le donne retrocede, e i passi avanti fatto dallo Zhenodtel verso l’emancipazione della donna sono alimentati anche dagli interessi della burocrazia. Tra il 1917 e il 1930, si conoscono ben 301 articoli riguardanti diverse decisioni e risoluzioni concernenti diritti e le rivendicazioni delle donne, tra il 1930 e il 1967, questo numero è pari a solo 3.

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