Il capitalismo in crisi continuerà ad inasprire repressione e detenzione. Lottiamo per una solidarietà di massa del proletariato verso chi è dietro le sbarre!

Compagni e compagne di varie realtà di lotta hanno venerdì manifestato la propria vicinanza alla popolazione carceraria del penitenziario di Salerno, in continuità e in solidarietà con i presìdi che si sono svolti nelle scorse settimane all’esterno di altri istituti di detenzione in varie parti d’Italia (tra cui il famigerato carcere di Poggioreale a Napoli).

Come abbiamo scritto nel nostro recente articolo di inchiesta sulla situazione delle carceri italiane “Dietro le sbarre!”: “L’aumento del numero degli incarcerati e delle incarcerate dal 2008 (anno dello scoppio della crisi economica, non certo una coincidenza) e l’aumento esponenziale del debito pubblico italiano, con i conseguenti tagli alla spesa pubblica, hanno contribuito a determinare l’attuale condizione di degrado e sovraffollamento dei penitenziari. La maggior parte dei detenuti ha commesso reati contro il patrimonio (furti, estorsioni, truffe, riciclaggio), il che riflette perfettamente quanto un sistema economico basato sull’accumulazione privata del capitale, lo sfruttamento salariale e la disoccupazione porti le persone a cercare metodi alternativi di sussistenza. Cos’altro è in grado di offrire questo tipo di società alle masse popolari, al proletariato, autoctono e migrante, per consentire loro di sopravvivere?”.

Consapevoli che il governo gialloverde (si vedano i continui “decreti sicurezza” approvati in meno di un anno), come qualsiasi altro governo della borghesia, continuerà nell’opera di esasperazione delle pene e nella stretta repressiva anche e soprattutto per frenare le lotte sociali e politiche che la crisi del capitalismo porterà avanti, continueremo a presidiare questi luoghi che sono una delle punte di quell’enorme iceberg che è il sistema capitalista fondato su ingiustizia e sfruttamento.

 Di seguito il volantino distribuito ieri ai familiari dei detenuti e delle detenute.

Accendiamo i riflettori sul Carcere di Fuorni

Delle condizioni di vita dei detenuti nelle carceri italiane nessuno ne parla così come nessuno pone l’accento sull’incidenza peggiorativa delle stesse determinata dalla Legge sulla Sicurezza di Salvini.

Eppure nel giro di pochi giorni ci sono stati ben 3 morti nel vicino Carcere di Poggioreale: un morto per cause naturali e due per suicidio, di cui l’ultimo è un 50enne alla sua prima esperienza di detenzione.  

Una umanità quella del popolo detenuto a cui nessuno pensa.

Nonostante le rivolte, le proteste e le denunce delle famiglie dei detenuti e degli avvocati penalisti, sebbene si registri un calo dei reati, il numero dei detenuti in Italia continua a crescere varcando la cifra drammatica ed emergenziale di 61mila unità: circa diecimila in più rispetto alla capienza possibile delle nostre carceri.

Una coltre di silenzio omertoso nasconde le urla soffocate di coloro che sono costretti a vivere in condizioni disumane in celle sovraffollate di pochissimi mq, specie con il caldo afoso di questi giorni.

Difendiamo i diritti civili e la dignità umana sia dentro che fuori dal carcere

Smantelliamo la Legge sulla Sicurezza di Salvini

Associazione Culturale Andrea Proto

Collettivo Handala Salerno

Radio Asilo.it

Prospettiva Operaia

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